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I NOSTRI PRODOTTI: FRUTTA

 

Fragole, Ciliegie, Duroni, Meloni, Cocomeri, Albicocche, Pesche, Susine, Fichi, Pere, Uva e Mele.

 



Aprile: Fragole!!!

La fragola (Fragaria vesca) è un frutto originario delle zone alpine europee, dell'America del nord e del sud. I romani la apprezzavano particolarmente e grazie al suo profumo intenso la chiamaronofragrans. Venivano consumate specialmente nel periodo delle festività in onore di Adone; secondo la leggenda, infatti, alla morte di Adone, Venere pianse lacrime che, cadute a terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi (le fragole). Le fragole coltivate fino al diciottesimo secolo provenivano da specie europee o nordamericane; in seguito però si creò un ibrido con specie provenienti dal Sudamerica, da cui hanno origine tutte le varietà attualmente coltivate. Attualmente la produzione mondiale di fragole è di circa 2,5 milioni di tonnellate; l'Italia, con 130.000 tonnellate, è uno dei principali produttori.
La fragola in cucina – Questo frutto è molto gradito, per forma, profumo e sapore. Oltre a essere consumate fresche, sono utilizzate anche per la preparazione di creme, confetture, marmellate, sciroppi, sorbetti e succhi. Sono reperibili da aprile a giugno;

Info Alimentari - Proteine: 0,67; grassi: 0,30; carboidrati per differenza: 7,68 (fibre: 2); ceneri: 0,40; acqua: 90,95; colesterolo: 0; sodio: 1; calorie: 32. 

Maggio: Ciliegie e Duroni!!!

La ciliegia è il frutto del ciliegio (Prunus avium), una pianta presente nel bacino del Mediterraneo da circa tremila anni. Le prime notizie della sua diffusione si hanno in Egitto, nel settimo secolo a.C. In seguito il ciliegio si è diffuso in Grecia (terzo secolo a.C.) e in Italia. Del ciliegio nel nostro Paese parlò per primo Varrone, seguito poi da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. Il ciliegio attualmente viene coltivato in Europa, Asia, Australia, America. La produzione italiana è una delle maggiori a livello mondiale, con moltissime varietà diverse, fra le quali ricordiamo le Bigarreau (reperibili da maggio a giugno), le Nero (reperibili a giugno, tipiche della zona di Vignola), le Anella (reperibili da fine maggio a giugno, croccanti e succose), le Ferrovia (disponibili a giugno, tipiche della Puglia), le Marca (disponibili da giugno a luglio, adatte per la conservazione sotto spirito). In ogni caso, la composizione dei principi nutritivi non varia molto.
La ciliegia in cucina - Le ciliegie sono un frutto particolarmente apprezzato, per forma, aspetto e sapore. Ai bambini vanno date con cautela, possibilmente sopra i due anni d'età; possono infatti dare problemi digestivi e bisogna fare attenzione che il nocciolo non venga ingerito o, peggio, masticato. Oltre al consumo delle ciliegie fresche e di quelle conservate sotto spirito, questo frutto viene utilizzato anche per la preparazione di marmellate, sciroppi, succhi, canditi, salse, sorbetti e mostarde e anche di liquori (cherry brandy, kirsch, maraschino, ratafià).
 
Info alimentari (dolce) - Proteine: 1,06; grassi: 0,20; carboidrati per differenza: 16,01 (fibre: 2,1); ceneri: 0,48; acqua: 82,25; colesterolo: 0; sodio: 0; calorie: 63.  

Info alimentari (acida) - Proteine: 1; grassi: 0,30; carboidrati per differenza: 12,18 (fibre: 1,6); ceneri: 0,40; acqua: 86,13; colesterolo: 0; sodio: 3; calorie: 50.

Giugno: Meloni!!!

Il melone è un'Angiosperma (Cucumis melo) della famiglia delle Cucurbitacee e dell'ordine delle Cucurbitali. È una pianta erbacea annua, a fusto rampicante, probabilmente originaria delle zone caucasiche, coltivata nei paesi temperati per i suoi frutti commestibili e dolci. Forse originario dell'Asia (i cinesi ne usano le virtù terapeutiche), secondo altre fonti è di origine africana. In Italia fu introdotto in età cristiana, come testimoniano alcuni dipinti di Ercolano. Plinio definisce i meloni popones, facendoci sapere che l'imperatore Tiberio ne era ghiottissimo; per Columella erano imelones. I due termini sono rimasti con il primo più usato nell'Italia meridionale e il secondo al nord. In Europa si diffuse più tardi (fu Carlo VIII a introdurlo in Francia) e dopo il XV sec. arrivò anche nel nord fino alla Svezia. Il melone è un frutto succoso, dolce e profumato, a forma rotonda o ovale, con buccia giallognola e polpa verdastra, gialla o arancione che nella parte centrale ha molti semi piatti. Vi sono due tipi di meloni: quelli estivi (quelli retati, con la superficie percorsa da linee rilevate, e i cantalupi dalla scorza liscia, più profumati, fra cui si deve ricordare lo charentais) e quelli invernali.

Il melone viene consumato come frutta o come antipasto, di solito insieme al prosciutto crudo. Il 60% della produzione mondiale proviene dall'Asia; in Europa i maggiori produttori sono Spagna, Romania, Francia e Italia.

Considerazioni alimentari - Il melone è un ottimo frutto, con un buon potere saziante.

Info Alimentari (per 100 gr. di alimento) - Proteine: 0,84; grassi: 0,19; carboidrati per differenza: 8,16 (fibre: 0,9); ceneri: 0,65; acqua: 90,15; colesterolo: 0; sodio: 16; calorie: 34

Giugno: Cocomero!!!

Il cocomero (Cucurbita citrullus, detto anche anguria, dal greco angourion) è una pianta originaria dell'Africa tropicale, in cui si trova ancora allo stato spontaneo, già coltivata dagli antichi egizi. Dall'Egitto si diffuse poi nel bacino del Mediterraneo e giunse dunque in Italia, attorno al II-III secolo d.C. Attualmente viene coltivato soprattutto in Brasile, Russia, Stati Uniti e Turchia (per un totale di 1,5 milioni di ettari). In Italia la coltivazione del cocomero è diffusa soprattutto in Emilia Romagna. Il frutto di questa pianta può avere forma tondeggiante o allungata, buccia dal verde scuro al verde chiaro, polpa rossa (in alcune varietà è biancastra o rosea) e dimensioni variabili. Le varietà maggiormente coltivate in Italia sono la Sugar Baby e la Crimson Sweet.
Alimentazione - Il cocomero ha un'elevata capacità dissetante grazie alla percentuale d'acqua contenuta, la più alta tra i frutti (95,3%, contro il 90,7% delle pesche o l'85% delle mele). Per quanto riguarda il sapore zuccherino, bisogna dire che non dipende dal contenuto in zuccheri, non molto alto, ma dalla presenza di sostanze aromatiche. In effetti, il contenuto in zuccheri dell'anguria va dal 3,7% al 6,4% (nella mela 11-15%, nella pera 9,5-15,5%). I cocomeri sono inoltre particolarmente indicati per le diete dimagranti, sia per la capacità saziante, sia per lo scarso apporto calorico, sostanzialmente pari alla metà di quello degli altri frutti freschi, che è già basso. Un'avvertenza importante: si deve evitare il consumo dei semi, perché contengono sostanze con una forte attività purgante. Inoltre le sostanze aromatiche presenti in questo frutto possono risultare poco digeribili nei bambini con meno di tre anni.

Info alimentari (per 100 gr. di alimento) - Proteine: 0,61; grassi: 0,15; carboidrati per differenza: 7,55 (fibre: 0,4); ceneri: 0,25; acqua: 91,45; colesterolo: 0; sodio: 1; calorie: 30.

Giugno: Albicocche!!!

L'albicocca è il frutto prodotto dall'albicocco (Prunus armeniaca), una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee, genere Prunus, specie Armeniaca. È una pianta antichissima (4.000 anni circa), proveniente dalla Cina nordorientale. Da qui si è diffusa passando attraverso le zone centrali dell'Asia per arrivare fino in Armenia. Sembra sia stato Alessandro Magno il primo a portare l'albicocca in Occidente. Fu introdotta in Grecia e in Italia dai romani, ma furono gli arabi a consolidarne la diffusione nella zona del Mediterraneo. L'albicocco è una pianta di grandezza media (l'altezza varia di norma dai 5 ai 7 m), anche se allo stato selvatico può superare abbondantemente i dieci metri. Ha foglie ellittiche, lisce e sottili; i fiori hanno un colore che varia dal bianco al bianco-rosato. È diffuso in moltissimi paesi; è una pianta che preferisce zone dal clima temperato e asciutto anche se lo si può trovare in zone più fredde. Il frutto (drupa) è carnoso, con seme osseo e forma ovoidale. Il colore della buccia cambia a seconda delle varietà: si va dal giallo chiaro all'arancio intenso. La raccolta inizia i primi di maggio e termina verso la metà del mese di luglio. È un frutto altamente digeribileappetibile, ipocalorico e con un indice di sazietà notevole. Le albicocche possono essere consumate al naturale oppure venire essiccate o sciroppate. Le albicocche essiccate possono essere trattate o meno. 
Le albicocche sciroppate sono molto caloriche (a causa dell'aggiunta di zucchero): circa 63 kcal/100 g; il loro consumo deve essere quindi oggetto di attenta valutazione. 
Conservazione – Le albicocche che non hanno raggiunto una completa maturazione andrebbero conservate a temperatura ambiente. Una volta giunte a maturazione possono essere conservate in frigorifero (al massimo per 6-7 giorni) in sacchetti o contenitori di plastica. 

Le proprietà - L'albicocca è il frutto che contiene le dosi più elevate di potassio e carotene; il carotene è una sostanza molto importante, utilizzata dall'organismo per la produzione di vitamina A. Inoltre l'albicocca è ricca di vitamina A, B, C e PP e di diversi oligoelementi (come magnesio, fosforo, ferro ecc.). Ha anche proprietà lassative, favorite dalla presenza del sorbitolo (uno zucchero). Un'indicazione importante è quella di evitare di aprire i noccioli e consumarne il contenuto, perché contengono una sostanza tossica (un derivato dell'acido cianidrico).

Info Alimentari (per 100 gr. di alimento) - Proteine: 1,40; grassi: 0,39; carboidrati per differenza: 11,12 (fibre: 2,0); ceneri: 0,75; acqua: 86,35; colesterolo: 0; sodio: 1; calorie: 48, Carotene beta: 1094 (mcg), Carotene alpha: 19 mcg, Criptoxantina beta: 104 mcg, Luteina + zeaxantina: 89 mcg.

Giugno: Pesche!!!

La pesca è il frutto del pesco (Prunus persica vulgaris) che pare sia stato coltivato per la prima volta in Cina, più di cinquemila anni fa. Dalla Cina si diffuse poi in Asia centrale (Siria e Persia, da cui il nomeprunus persica) e raggiunse la Grecia e l'Italia (nel I secolo a.C.). Attualmente la Cina rimane uno dei principali produttori di pesche a livello mondiale; in Italia si producono due milioni di tonnellate di pesche (il totale mondiale è di undici milioni), soprattutto in Campania ed Emilia Romagna.
La pesca in cucina - La pesca è sicuramente un simbolo dell'estate. Arriva sulle nostre tavole nel periodo che va da maggio a settembre e, grazie all'alto contenuto d'acqua, alla succosità, al gusto delicato, viene particolarmente apprezzata per le sue proprietà dissetanti. A parte questo, non ha doti nutritive particolarmente significative. Le pesche mature vanno consumate subito, altrimenti possono essere conservate in frigorifero al massimo per tre o quattro giorni. I frutti non ancora maturi possono invece essere conservati anche per due settimane. In ogni caso la pesca va consumata a temperatura ambiente; è anche importante lavarla sempre prima di mangiarla, perché la peluria esterna potrebbe trattenere sostanze nocive.
Le varietà - Sul mercato possiamo trovare pesche a polpa gialla e a polpa bianca. Le prime sono reperibili da maggio a settembre (Elegant Lady, Fayette, Flavorcrest, Glohaven, Maycrest, O'Henry, Redhaven, Spring Lady, Springbelle, Springcrest, Suncrest), le seconde da giugno a settembre (Duchessa d'Este, Iris Rosso, K2, Maria Bianca, Maria Delizia, Michelini, Paola Cavicchi).
 
Info Alimentari (per 100 gr. di alimento) - Proteine: 0,91; grassi: 0,25; carboidrati per differenza: 9,54 (fibre: 1,5); ceneri: 0,43; acqua: 88,87; colesterolo: 0; sodio: 0; calorie: 39.

Agosto: Pere!!!

La pera veniva consumata dai greci (è ricordata da Omero) e in seguito dai romani, che ne conoscevano quarantuno specie diverse ma il pero era una pianta coltivata già da più di 4.000 anni in Asia e in Europa. Durante il Medio Evo questo frutto perse la sua popolarità, riconquistata a partire dal diciottesimo secolo. Attualmente le varietà coltivate sono oltre cinquemila, soprattutto in Cina e in Europa (Francia, Germania, Italia, Spagna). Le pere sono disponibili tutto l'anno, con varietà diverse, da quelle estive come la William (selezionata in Inghilterra alla fine del Settecento), la Coscia, la Guyot (succosa e zuccherina), la Santa Maria, la Max Red Bartlett (William rossa, molto profumata), a quelle autunnali, come l'Abate Fetel (una delle preferite dai consumatori), la Decana del Comizio (grossa e tondeggiante, particolarmente adatta alla cottura), la Conference (dolce e succosa), la Kaiser.
La pera in cucina - Le diverse varietà di pere disponibili oggi non si discostano molto fra loro per quanto concerne la composizione e l'apporto calorico, molto simili a quelli delle mele. Si tratta di un frutto estremamente digeribile, apprezzato per il suo gusto zuccherino che si conserva bene a bassa temperatura, ma va consumato a temperatura ambiente. Può accompagnarsi al formaggio piccante (in questo modo si ottiene un piatto bilanciato in grassi, proteine e carboidrati), a varie pietanze oppure può essere utilizzata per la preparazione di dolci, macedonie, confetture e succhi. Un altro modo tipico di consumare la pera è cuocendola in acqua, con l'aggiunta di zucchero e di aromi. La pera è uno dei frutti più adatti all'alimentazione dei bambini, fin dallo svezzamento.
 
Info Alimentari (per 100 gr. di alimento) - Proteine: 0,38; grassi: 0,12; carboidrati per differenza: 15,46 (fibre: 3,1); ceneri: 0,33; acqua: 83,71; colesterolo: 0; sodio: 1; calorie: 58.

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